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Sul diritto di cronaca leso in modo che appare, almeno al momento, irragionevole e sproporzionato dall’inchiesta contro le ong, dopo le rivelazioni di ieri del Domani, da leggere attentamente Paolini e Isola su Avvenire, Palladino sul Domani e un editoriale del Foglio

Su Governo e Parlamento da leggere Valentini sul Foglio, G. Salvini e Palombi sul Fatto, Cottone sul Giornale, che si aggiungono alla critica di ieri di Fabozzi sul Manifesto e di Palmerini sul Sole. Anche in questo caso, come nel precedente, stupisce la mancanza di attenzione dei grandi quotidiani quando sono in gioco diritti ed equilibri costituzionali.


Sulla legge elettorale Fusani sul Riformista

Sul M5s Pombeni sul quotidiano del Sud e qui Fusani:
https://notizie.tiscali.it/politica/articoli/conte-parla-ma-dice-poco/

Armaroli su Mattarella e Draghi
https://fondazioneleonardo-cdm.com/it/news/i-silenzi-e-le-parole-di-mattarella-e-draghi/

Sul Foglio Violante versus Gratteri

Prosegue la crociata del prof. Prospero sul Riformista contro tutti coloro che a fine anni ’80 non capirono che il sistema dei partiti sarebbe stato un’età dell’oro insuperabile per la democrazia. Una crociata sbagliata, ma comunque utile per riflettere su una fase importante.
In modo brillante e non difensivo lo fa Acquaviva sul Corsera intervistato da Veltroni: tutta da leggere.
Oggi, dopo il cattolicesimo democratico, tra gli accusati per Prospero è il turno del Pds che, peraltro, secondo Prospero, che si schierò coerentemente per il No dentro il Pci, non avrebbe dovuto nascere. Per il Pds risponderanno i dirigenti del Pds di allora e certo tutti, dal cattolicesimo democratico al Pds, avranno fatto errori. Tuttavia, in termini generali, sarebbe stato strano che un partito che, rinunciando alla diversità comunista voleva approdare alla democrazia dell’alternanza, non si fosse collocato sul lato dell’innovazione referendaria. Occhetto andò a firmare apposta il 18 aprile del 1990 dichiarando che formava in quella data perché si era ricomposta la frattura sulle scelte fondamentali che si era affermata il 18 aprile del 1948. Un dirigente del Pds, Petruccioli, ha già risposto l’altro giorno con questo tweet: “fondamentale innovazione teorica del prof. Prospero, Da oggi non chiamatelo più populismo bensì cittadinismo”. Il punto è infatti che per Prospero qualsiasi innovazione che si proponga di ampliare il potere decisionale dei cittadini è populismo. Come ricordava però Scoppola l’articolo 49 della Costituzione parte proprio dai cittadini (soggetto) che utilizzano i partiti (strumento) per determinare la politica nazionale e non viceversa.
Si rilegga bene qui l’articolo di Messina su “Repubblica” del 19 aprile 1990:
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/04/19/occhetto-firma-referendum.html



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