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Testi sui democratici Usa
https://shortcutsamerica.com/2021/10/03/le-pene-del-compromesso-tre-o-quattro-cose-sui-dems-di-oggi-e-di-ieri%ef%bf%bc/


Sulla difesa Ue Panebianco sul Corsera

Sule pensioni Conte su Repubblica

Sulle delocalizzazioni Giannino su Repubblica

Bordignon su Governo ed elezioni
https://incroci-mattinopadova.blogautore.repubblica.it/2021/10/03/amministrative-per-chi-tifa-draghi/


Magri sul Quirinale
https://www.huffingtonpost.it/entry/il-galateo-della-repubblica_it_6159c98ee4b050254234251d?utm_hp_ref=it-homepage

Fusani su cronaca e silenzio elettorale
https://notizie.tiscali.it/politica/articoli/ponte-banchi-mascherine-cronaca-voto/


Qui sul tema (su cui anche Adinolfi sul Mattino e Polito sul Corsera) la sintesi di una riflessione dell’altro giorno del prof. Curreri all’Agi
La norma sul silenzio elettorale è anacronistica. Semmai, sarebbe opportuno, anzi forse proprio necessario, affrontare una volta per tutte il tema “dell’impatto delle nuove tecnologie sulla democrazia rappresentativa, cercando di ‘governare'” i vari aspetti “piuttosto che imporre restrizioni e divieti”. E’ l’opinione di Salvatore Curreri, Professore di Diritto costituzionale e pubblico comparato presso l’Università di Enna “Kore”. “il problema della violazione del silenzio elettorale si ripropone puntualmente ad ogni campagna elettorale. Il problema è che c’è una norma a mio vedere anacronistica, risalente al ’56 e poi aggiornata nel ’75, che non è tipicamente italiana. In Francia, ad esempio, hanno aggiornato la normativa sul silenzio elettorale estendendolo anche ai social, ma mi lascia un pò perplesso mettere la mordacchia ai social, tra l’altro è una cosa anche praticamente impossibile”. Ma per Curreri il vero nocciolo della questione risiede nell’affrontare una volta per tutte il “tema dell’impatto delle nuove tecnologie sulla democrazia rappresentativa”: il silenzio elettorale “non ha più senso, è una norma nata in un contesto socio-politico diverso, lontanissimo, in cui la propaganda elettorale si svolgeva prevalentemente in piazza con i comizi o sulla carta stampata e sulla tv pubblica, non c’erano ancora le tv commerciali. Si riteneva che i cittadini dovessero essere protetti dal ‘bombardamento’ elettorale e avessero diritto a un momento di riflessione. Ma ormai i cittadini sono bombardati da notizie e informazioni costantemente. Io, anche per cultura liberale, preferirei non essere coercitivo e poi l’idea dell’elettore che il giorno prima del voto riflette sulle informazioni ricevute mi sembra un pò ‘fantozziana’”. Insomma, ribadisce Curreri, “il vero tema è quello dell’impatto del digitale sulla democrazia”. Tra l’altro, in Italia la normativa è vecchia su diversi fronti: “Non è ancora consentito il voto ai fuori sede, si è posto il tema delle firme digitali per i referendum, non è consentito il voto per corrispondenza o il voto elettronico. Io sono convinto che sia mglio affrontare questi problemi, sono convinto che sia meglio che un elettore voti elettronicamente anzichè negargli un diritto per timore del rischio di ‘inquinamento'”. (AGI)



Lavia sul Pd (si veda anche Cundari sul Foglio)
https://www.linkiesta.it/2021/10/pd-vittoria-elezioni-amministrative-senza-linea/

Cundari su populisti ed estremisti
https://www.linkiesta.it/2021/10/trump-salvini-meloni-conte-populismo-pericolo-fanpage-inchiesta/




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