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Oggi è la prima di due giornate molto impegnative per il Parlamento, come ci spiega Liliana Segre nell’intervista al Fatto che tutti, a cominciare dai parlamentari, dovrebbero leggere. Diretta televisiva dalle ore 12.

Però, a fine pomeriggio, mentre inizierà il voto alla Camera, non perdetevi questo webinar ALLE 18
Joe Biden e il principio americano
In diretta sulla pagina Facebook della Fondazione PER
Oltre al sottoscritto con Alberto De Bernardi, Francesco Occhetta, Lia Quartapelle e Vittorio Ferla


Se volete capire i dati costituzionali rilevanti che ancora molti non capiscono o non vogliono capire (basta la sola maggioranza relativa, non servono né 315 deputati né 161 senatori, se ottenuta in quei termini, come probabile, non ha alcun senso chiedere interventi del Presidente della Repubblica sulla base di poteri che non ha di fronte ad un Governo nella pienezza dei suoi poteri, non dimissionario né sfiduciato) vanno letti anzitutto gli ottimi quirinalisti: Magri su La Stampa e Breda sul Corsera.

Per quello che vale, ma ognuno deve anzitutto dare conto delle proprie scelte, voterò Sì alla fiducia facendo quello che ritengo un mio dovere e poi accada quel che può.

Non so peraltro se i leaders della dozzina di Governi che sono entrati in carica con la sola maggioranza relativa, a cominciare dal De Gasperi IV, l’esecutivo che ebbe il delicatissimo compito di accompagnare l’entrata in vigore della Costituzione e le prime elezioni politiche (e che, per inciso, allargò la maggioranza a socialdemocratici e repubblicani in corso di mandato, dopo essere partito da un bicolore Dc-Pli) fossero sul momento contentissimi della loro situazione o se la considerassero una brutta vittoria.
Non so neanche come la pensino Costa a Lisbona, che ha otto voti in meno della maggioranza assoluta, Sanchez a Madrid (nove) e Lovfen a Stoccolma (addirittura sessanta). So però che quando non esistono con tutta evidenza alternative migliori, come è nel nostro caso, è doveroso, come farò domani, votare la fiducia al Governo e contribuire, nel caso, a una brutta vittoria che, come diceva Pierre Carniti, è sempre preferibile ad una bella sconfitta. Anche perché per arrivare poi a belle vittorie è più facile partire dalle brutte vittorie che non dalle belle sconfitte.

La storia però non si ferma a martedì e anche con chi voterà (per me sbagliando) No, il dialogo non può, dopo, essere sospeso. In questa chiave mi sembrano sagge varie osservazioni che propone Brunetta_

https://www.huffingtonpost.it/entry/prima-la-riconciliazione-poi-la-fiducia_it_600457c4c5b6df63a9178fcc

Sui fondi Ue da leggere anche i puntuali Cottarelli e Bini Smaghi su Repubblica
Ricordo che proprio da oggi è in libreria con una mia introduzione John Courtney Murray “Noi crediamo in queste verità” (1960), riedito da Morcelliana
qui i riferimenti
http://www.morcelliana.net/ https://www.amazon.it/crediamo-queste-verit%C3%A0-Courtney-Murray/dp/8837234708

Tamayo su Trump (si veda anche Riotta su La Stampa)
https://amerindiaenlared.org/contenido/18752/el-virus-del-odio-inoculado-por-donald-trump-con-el-apoyo-de-cristianos-y-cristianas-fundamentalistas/

Due miei ritratti sui personaggi del centenario di Pax Romana
http://www.portale.fuci.net/2021/01/17/maria-de-lourdes-pintasilgo/ http://www.portale.fuci.net/2021/01/17/tadeusz-mazowiecky/

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