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Roma, 18 dicembre, Università La Sapienza

https://www.radioradicale.it/scheda/593103/presentazione-del-volume-da-rousseau-alla-piattaforma-rousseau-di-salvatore-cannavo (qui l’audiovideo)

Tre consensi e due dissensi
di Stefano Ceccanti

Inizio dai tre punti importanti di consenso.
Esprimo anzitutto un primo apprezzamento per il fatto che questo Volume parte da un’attenta analisi dei lavori parlamentari sull’istituzione del referendum propositivo. Spesso non c’è nulla di più ignorato di quanto accade in Parlamento e vi è un pregiudizio negativo sulle audizioni di esperti quasi che fossero un modo di perdere tempo. Invece il testo dimostra che non è così. Almeno in questo caso il lavoro c’è stato, è stato serio e ha portato anche a modifiche del testo in un periodo in cui, invece, vi era sul resto una sostanziale incomunicabilità tra maggioranza e opposizioni.

Confermo anche, secondo punto di convergenza, la ricostruzione di Cannavò sul fatto che non ci fosse nell’atteggiamento complessivo dei gruppi di opposizione, al di là dell’inevitabile pluralismo interno, una pregiudiziale assoluta né su questo punto né sulla riduzione dei parlamentari, ma solo una forte diversità di opinione sulle motivazioni con cui questi provvedimenti venivano proposti e, di conseguenza, sulle modalità concrete con cui regolarli.

In terzo luogo condivido anche (pag. 111) l’idea di regolare maggiormente per legge la vita dei partiti, in particolare la disciplina delle funzioni pubblicistiche, in particolare la disciplina della scelta dei candidati alle elezioni: ciò consentirebbe di evitare di superare le attuali liste bloccate commettendo l’errore di reintrodurre le preferenze, mantenendo invece una precisa scansione cronologica tra competizione nei partiti in una fase anteriore e competizione elettorale vera e propria che deve essere tra i partiti.

Tuttavia a questo punto non posso esimermi dal segnalare due punti importanti di dissenso.

Il primo è il giudizio formulato a pag. 88 secondo cui il testo approvato dalla Camera abbia recepito “la sostanza delle obiezioni” da me formulate. Non nego i passi avanti, in particolare nel passaggio dall’impostazione del quorum zero o a un quorum ragionevole come quello per il quale i Sì oltre che battere i No debbano anche essere superiori ad un quarto degli aventi diritto, come da noi proposto e come è stato recepito; ma non mi sembra sostenibile la tesi dell’accettazione della sostanza delle nostre posizioni anzitutto perché è rimasto il quasi automatismo tra presentazione della proposta e voto referendario: un quasi automatismo che si blocca solo o per rinuncia (a mio avviso improbabile, viste anche le esperienze di quarantacinque anni di referendum abrogativi) o per modifiche meramente formali in Parlamento del testo del Comitato promotore. Già con questa decisiva caratteristica siamo fuori dalla complementarietà con la democrazia rappresentativa: si va al voto quasi sempre del tutto a prescindere da cosa abbia fatto il Parlamento, anche se ha inserito il tema in agenda e si è sostanzialmente mosso nella direzione voluta dai promotori. A ciò si aggiunge la questione dei limiti di materia. Qui l’efficacia emendativa è stata maggiore rispetto al punto precedente dell’automatismo, anche se le opposizioni non sono riuscite ad ottenere l’obiettivo realmente importante, ossia la non ammissibilità delle iniziative in materia penale e sulle leggi di spesa. È stato certo ottenuto un controllo previo di costituzionalità dopo duecentomila firme che preserva da varie possibili iniziative incostituzionali, ma non tutto ciò che risponde a mera demagogia è per sua natura incostituzionale. Sin qui tutte le principali proposte che si erano succedute in materia (ultime quelle contenute nella relazione della Commissione degli esperti del Governo Letta) avevano cercato di precludere questi ambiti, altrimenti si rischia di chiedere troppo alla Corte costituzionale per cercare in qualche modo di estendere i limiti, col rischio di contrapporla ad una presunta volontà popolare che intenderebbe manifestarsi. Né pare ragionevole l’escamotage di obbligare a trovare coperture sia in termini di principio (anche seguendo tale limite sarebbe possibile con un grappolo di proposte ben congegnate di rimettere in discussione le leggi di bilancio anche recenti, anche non sperimentate in termini effettivi) sia in termini pratici (chi e come sarebbe in grado di valutarle? Non andrebbero forse aggiornate in corsa?).

Il secondo motivo di dissenso è relativo alla riproposizione di forme di mandato imperativo o, più esattamente, di recall, di possibile revoca degli eletti, come prospettata più puntualmente a pag. 107. Ora, se è vero che il recall non presenta la classica obiezione per la quale col mandato imperativo l’eletto diventerebbe dipendente dai vertici di partito perché in ultima analisi il giudizio spetterebbe agli elettori, qui secondo me sfuggono due valutazioni. La prima è quella sulle cause: il transfughismo individuale è legato all’instabilità dei governi, all’incertezza sulla loro durata e conformazione. Di conseguenza andrebbe curato per via indiretta con forme di stabilizzazione degli esecutivi, a partire da forme di legittimazione diretta degli esecutivi: infatti nelle forme di governo locale e regionale il fenomeno è di per sé quasi assente, o, ove presente, appare sostanzialmente la conseguenza di dinamiche nazionali. La seconda valutazione è che in una forma di governo con rapporto fiduciario la possibilità di recall rischia di mettere in discussione non solo il singolo seggio, ma anche la maggioranza di Governo, dando luogo a un’ulteriore potenziale causa di instabilità. Mi pare quindi concepibile solo in forme di governo prive del rapporto fiduciario: com’è in effetti in alcuni degli ordinamenti che praticano il recall a partire da alcuni stati USA che sono tutti a regime presidenziale.
Né mi sembra valgano come effettive eccezioni i limitati e comunque criticabili spazi ammessi nel Regno Unito nel 2015 (condanna superiore a un anno, sospensione per almeno dieci giorni di seduta o quattordici di calendario, false o ingannevoli informazioni sui rimborsi spese).

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