In Diario

Report settimanale
Settimana 153

In questa occasione solo qualche breve riflessione sul post-2013 e poi quattro rinvii puntuali.

Sul post-2013 si è aperto da tempo un dibattito, il quale non può che partire da un dato obiettivo: la capacità elevata del governo Monti nell’avviare a soluzione i problemi del Paese che nessun altro esecutivo scaturito da elezioni anticipate avrebbe obiettivamente avuto, come aveva ben capito per primo il Presidente Napolitano gestendo la crisi. Chiunque ragioni con cultura di governo e non con pulsioni adolescenzial-movimentiste non può che riconoscerlo. Chi avrebbe detto 100 giorni fa che lo spread dell’Italia sarebbe già diventato migliore della Spagna, dove le elezioni ci sono state e un partito da solo ha la maggioranza assoluta?
Ciò detto, parafrasando Brecht, si potrebbe dire ‘beato il Paese che non ha bisogno di grandi coalizioni e di governi tecnici’. E non perché essi configurino una sospensione della democrazia: questa è una sciocchezza. Si tratta solo (ma non è poco qualitativamente) di una sospensione della competizione tra le forze maggiori che sono (che debbono essere) naturalmente alternative: per questo l’eccezione deve rimanere tale e non diventare regola e anche le leggi elettorali devono essere pensate perché la regola sia regola e l’eccezione eccezione. Nessun dubbio, ad esempio, che trasferire di peso la legge tedesca in Italia, in un contesto che sarebbe comunque più frammentato, significherebbe scegliere di capovolgere questo rapporto, di avere la Grande Coalizione come regola, come necessità di sistema e per questo non bisogna rinunciare a seri correttivi maggioritari. E’ un bene che se ne siano accorti oggi anche tanti proporzionalisti allergici alla Grande Coalizione, di fatto pentiti di aver difeso il sistema tedesco.

Tuttavia, oltre alle regole, per evitare la Grande Coalizione ciascuno dei partiti che ambiscono a guidare in alternativa il Governo del Paese hanno anzitutto il dovere politico di rivendicare la positività dell’esperienza Monti e di dire chiaramente che molte delle scelte fatte, di orientamento liberale ed europeo, vincolano obiettivamente anche i Governi successivi e di discriminare i propri alleati minori sulla base di tale coerenza. Altrimenti, se si pensasse di dire che Monti è stato solo una parentesi e se si pensasse quindi di tornare a coalizioni tradizionali con una golden share delle forze estreme di ciascun polo, la coalizione vincitrice si sfascerebbe dopo pochi mesi e avremmo un nuovo governo tecnico o una Grande Coalizione per disperazione e tale scelta a quel punto diventerebbe politicamente la regola.
Bene quindi cercare di evitare la Grande Coalizione dopo il 2013, ma ciò sarà politicamente possibile quanto più dichiareremo di far propria strutturalmente l’agenda Monti e quanto più saremo severi coi potenziali alleati, a cominciare dalla fermezza sulle scelte già fatte (come la Tav, peraltro dai governi di centrosinistra, non da Monti).
Riedizioni dell’Unione o dl patto Pdl-Lega non sono alternative alla Grande Coalizione o ai Governi tecnici, sarebbero il modo sicuro di tornarci molto presto. Il modo per evitarlo è configurare sin d’ora l’alternanza tra due coalizioni in cui in ciascuna è dominante una cultura liberale, ferme restando le chiare differenze tra liber-riformisti e liberal-conservatori.

Ora i 4 rinvii:

1. Anzitutto vi segnalo il mio più recente contributo su dottrina sociale della chiesa ed economia di mercato dal sito di Sandro Magister, utile a capire anche il serio dibattito interno al Pd.

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350187

2. I documenti sul vertice europeo chiuso oggi relativo al fiscal compact si possono leggere da qui

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/ec/128454.pdf

3. Per approfondimenti sulla conversione in legge del decreto liberalizzazioni che ha in sostanza monopolizzato i nostri lavori questa settimana si possono leggere

-il testo del maxi-emendamento del governo
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Testi/Allegati/00000060.pdf

-la dichiarazione della Presidente Finocchiaro che spiega la questione dell’errore materiale sul punto relativo alle banche
http://www.senatoripd.it/dettaglio/80721/

-nel sito dei senatori Pd trovate anche ulteriori e, credo, esaustive, spiegazioni sull’esame parlamentare dell’emendamento

4. Principali appuntamenti dei prossimi giorni

In Aula la settimana prossima la cosa più importante sarà la mozione Carloni contro la violenza alle donne. In Commissione proseguiremo il dibattito sul parere da dare sulla legge comunitaria, in particolare a proposito della responsabilità dei magistrati e sulla riduzione dei componenti dei Consigli regionali delle regioni speciali.

Venerdì 9 sono nel pomeriggio dalle 15 all’Università di Pisa alla Facoltà di Scienze Politiche a presentare, insieme agli autori, il volume di Marcello Degni e Paolo De Ioanna, “La voragine. Inghiottiti dal debito pubblico”; dopo cena iniziativa sulla legge elettorale a Cecina alle 21.

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