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Roma, 11 giu. (askanews) – “La Società del 4 per cento” è la ricerca presentata oggi a Roma dall’Associazione LibertàEguale, il “Think tank” della sinistra liberal presieduto da Enrico Morando, Vice Ministro dell’Economia. Lo studio realizzato da Antonio Preiti, è il risultato dell’elaborazione di 54mila interviste fatte agli Italiani su molti aspetti della vita quotidiana, sull’istruzione, sui consumi e gli orientamenti politici. La ricerca, condotta con la metodologia della cluster analysis, ha consentito di raggruppare la popolazione italiana in quattro macro gruppi, secondo le tendenze prevalenti in ciascun gruppo. Quello più numeroso, che comprende la maggioranza della popolazione (66,2 %) è costituito dagli “Esclusi”, nel senso che non si occupano delle cose pubbliche e conducono la loro vita nell’ambito familiare e amicale. In parte sono esclusi e in parte auto-esclusi dal dibattito politico nazionale. All’opposto, il gruppo dove si concentra il motore del paese e si condensano le persone più istruite, quelle che seguono la politica, leggono i giornali, vanno su internet, rappresenta il 4 %. Nella ricerca sono definiti “Impegnati”, anche perché svolgono una molteplicità di attività, inclusa la vita di associazione, lo sport e molti consumi culturali. Il terzo gruppo, definito degli “Appagati”, che rappresenta il 17,5 %, si connota per la grande presenza di dipendenti pubblici, nella sanità e nell’istruzione. Pur non avendo redditi in valore assoluto molto alti, tuttavia la sicurezza del posto di lavoro, la positiva integrazione nella società, ne fanno un gruppo che, pur non avendo grandi ambizioni, si sente comunque soddisfatto della propria posizione sociale. Il quarto gruppo, invece, ha poche connessioni con il mondo pubblico, in quanto la maggioranza svolge lavori autonomi e di tipo professionale, spesso indipendenti, oltre che nel commercio e nel turismo. Rappresentano il 12,2 % della popolazione e sono definiti nella ricerca come “Edonisti”, in quanto hanno livelli elevati di consumo, tipicamente di vacanze, sport e cura del corpo. Sono molto tecnologizzati, e su internet prevale nettamente l’uso dei social media. L’elemento di fondo che spacca l’Italia, e concentra il potere in un gruppo ristretto, è la scarsa qualità dell’istruzione, che non permette di allargare le competenze a un pubblico più largo. L’insufficiente qualità scolastica avvantaggia chi ha opportunità di crescita extra-scolastica, soprattutto nelle famiglie più agiate, e questo impedisce la mobilità sociale e blocca il Paese. Oltre all’istruzione un fattore che blocca il Paese è la mancanza di fiducia delle persone verso gli altri: il 79 % degli Italiani non ha fiducia nel prossimo. Questo elemento, aggiunge lo studio, rende difficoltoso anche fare impresa, creare associazioni e impoverisce la qualità della vita sociale. Il terzo elemento è la scarsa diffusione del lavoro, sia perché la disoccupazione è elevata, sia per il gran numero di pensionati. Il quarto fattore è il mondo digitale, che spacca in due il Paese tra chi ha pieno accesso a internet e chi ne è precluso. Gli Italiani s’informano molto della politica, ma partecipano pochissimo alla vita dei partiti, assumono gran parte delle informazioni o su internet, per quelli che vi hanno accesso, o dalla televisione e dallo stretto giro parentale e amicale. Inoltre sono in maggioranza soddisfatti della loro vita e soprattutto delle relazioni familiari. “È un paese che deve assolutamente migliorare la qualità della scuola – afferma Antonio Preiti, che ha curato lo studio – affinché si passi da una selezione della classe dirigente fondata sulla famiglia, a una sul merito. La scuola la conosciamo tutti, sin da bambini, perciò affermare lì il merito significa diffonderlo nella società a ogni livello.” Sociometrica red 111426 GIU 15
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