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Le pregiudiziali del centrodestra al decreto sicurezza sono state bocciate con 246 contrari e 181 favorevoli.
Qui sotto il mio intervento

E’ curioso che si presentino pregiudiziali su decreti che nascono per superare problemi di costituzionalità dei decreti precedenti in materia.
Problemi fatti valere da entrambi gli organi di garanzia.
Ricordiamo anzitutto cosa accadde sul decreto sicurezza-bis, una promulgazione con riserva del Presidente Mattarella con una puntuale lettera dell’8 agosto 2019.
Una riserva non solo su due aspetti specifici ma che, attraverso di essi, ha richiamato anche, sono parole del Presidente, il principio generale della “necessaria proporzionalità tra sanzioni e comportamenti” ed altresì la necessaria conformità alla normativa internazionale, a partire dalla convenzione di Montego Bay.
Una promulgazione con riserva non è uno scherzo, non è un predicozzo, è una dura censura che per senso di responsabilità, non essendo possibile un rinvio parziale, vuole evitare la decadenza ab origine dell’intera normativa.
Poi è venuta la sentenza della Corte costituzionale sull’irragionevolezza della norma relativa alla preclusione dell’iscrizione anagrafica ai residenti asilo. Anche lì il punto non è solo la singola censura, ma l’insieme delle motivazioni che colpivano la filosofia di fondo dell’intervento normativo.
Quando la Corte dice, nella sentenza 186/2020, che “a dispetto del dichiarato obiettivo dell’intervento normativo di aumentare il livello di sicurezza pubblica, la norma in esame, impedendo l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, finisce con il limitare le capacità di controllo e monitoraggio dell’autorità pubblica sulla popolazione effettivamente residente sul suo territorio” non sta colpendo solo una norma, ma l’eterogenesi dei fini per cui in nome della sicurezza si crea in realtà più insicurezza.
Non reggono quindi le pregiudiziali perché a partire da queste importanti riserve e censure sono innegabili sia la necessità e urgenza sia un certo grado di omogeneità
La necessità e urgenza perché la gestione dell’immigrazione continua ad essere difficile a partire dai contenziosi giurisdizionali e dalle situazioni di clandestinità create dal venir meno della protezione umanitaria.
Un certo grado ragionevole di omogeneità perché già i decreti Salvini univano sotto il cappello della sicurezza norme sull’immigrazione e varie norme di ordine pubblico.
Per questo votiamo convintamente contro: si torna alla normalità dopo la propaganda, quella che continua con le pregiudiziali.



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