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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Stefano Ceccanti. Ne ha facoltà.

STEFANO CECCANTI (PD). Grazie, Presidente. Vorrei, anzitutto…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, deputato Ceccanti, dovrebbe cambiare postazione cortesemente, oppure cambiamo microfono. C’è il solito problema, che lei conosce bene, di sanificazione delle postazioni utilizzate dai colleghi. Prego, prosegua.

STEFANO CECCANTI (PD). Bene. Il primo dato di cui tenere conto, che va anche al di là della mozione, è il dato di contesto: la situazione epidemiologica del nostro Paese non è comparabile a quella, per nostra fortuna, di altri Paesi a noi vicini, specialmente nell’Europa del Sud. Questo non è un merito solo del Governo, è un merito anche di regioni, di enti locali, del senso di disciplina dei nostri cittadini. Quindi, noi non stiamo affrontando questo tema abbordando delle responsabilità, delle scelte sbagliate da parte del Governo, ma in un contesto di una certa rassicurazione, certo con la necessaria vigilanza.

Il secondo punto è che noi affrontiamo questo tema nei riguardi del Governo, di un Governo che è sempre stato costante qui, in queste settimane, a rendere conto anche per le richieste che noi abbiamo fatto, come parlamentari, di parlamentarizzare tutte queste procedure. Si contano vari episodi in cui abbiamo avuto, qui, resoconti dettagliati del Presidente del Consiglio e, ancora di più, del Ministro Speranza. Quindi, questo è il contesto in cui affrontiamo questa mozione.

Ora, perché questa mozione è sbagliata? Non perché si tratti di dividerci tra amici e nemici della trasparenza, perché questi verbali vengono resi noti, compatibilmente con il diritto alla privacy, sempre entro quarantacinque giorni. Cosa è che non va della mozione? Quello che non va della mozione sono le parole “automatica” e le parole “senza omissioni di sorta”. Perché non va bene “automatica” nel senso di “immediata”? Perché se io tolgo il periodo di raffreddamento tra quando vengono prese le decisioni e quando io rendo note le basi conoscitive su cui io rendo note le decisioni, cioè quarantacinque giorni di tempo, io creo allarme sociale, creo incomprensione, creo una situazione in cui al Governo è difficile agire responsabilmente. Il periodo di raffreddamento tra quando si decide e quando si rende noto il processo che ha portato alle decisioni è fondamentale per l’esercizio della responsabilità di Governo, altrimenti noi neghiamo la responsabilità di Governo. Anche l’espressione “senza omissioni di sorta” tende ad omettere il fatto che esiste un diritto alla privacy nel nostro ordinamento, anche vincolato ad atti ultranazionali, come il FOIA, lo ha spiegato bene la sottosegretaria, con la puntualità dei riferimenti normativi interni ed esterni.

Quindi, per queste ragioni, tolte le parole “automatica” e “senza omissioni di sorta”, ne risulta quello che il Governo sta già facendo, assicurando la trasparenza con responsabilità, perché se la trasparenza fosse automatica, non consentirebbe l’esercizio della responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

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