In Diario

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 1429
EMENDAMENTI APPROVATI NELLA SEDUTA N. 166
3.0.1000 (testo 2)
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Dopo l’articolo, inserire il seguente:
«Art. 3-bis.
(Ufficio di Presidenza del Senato)
“1. All’articolo 63 della Costituzione, dopo il primo comma, è inserito il seguente: “Il regolamento stabilisce in quali casi l’elezione o la nomina alle cariche negli organi del Senato della Repubblica possono essere limitate in ragione dell’esercizio di funzioni di governo regionali o locali.”».
3.0.38
Battista, Orellana, Campanella, Bocchino, Pepe, De Pin, Bignami, Maurizio Romani, Bencini, Gambaro
Dopo l’articolo, inserire il seguente:
«Art. 3-bis.
1. All’articolo 64 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma:
“I membri del Parlamento hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’Assemblea e ai lavori delle Commissioni”».
3.0.1001
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Dopo l’articolo, inserire il seguente:
«Art. 3-bis.
(Modificazioni all’articolo 64 della Costituzione)
“1. All’articolo 64 della Costituzione, dopo il primo comma, è inserito il seguente: “Il regolamento della Camera dei deputati garantisce i diritti delle minoranze parlamentari.”».
4.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Al comma 1, lettera b), capoverso, sostituire le parole: «Il Senato delle Autonomie verifica i titoli» con le seguenti: «Il Senato della Repubblica giudica dei titoli».

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 1429
EMENDAMENTI APPROVATI NELLA SEDUTA N. 167
6.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Sopprimere l’articolo.

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 1429
EMENDAMENTI APPROVATI NELLA SEDUTA N. 170
8.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Sostituire l’articolo con il seguente:
«Art. 8. – (Procedimento legislativo) – 1. L’articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente:
“Art. 70. – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali in materia di referendum popolare, per le leggi che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, secondo comma, lettera p), per la legge di cui all’articolo 122, primo comma e negli altri casi previsti dalla Costituzione.
Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati.
Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati, entro i successivi venti giorni, si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata.
Per i disegni di legge che dispongono nelle materie di cui agli articoli 114, terzo comma, 117, commi secondo, lettera u), quarto, sesto e decimo, 118, quarto comma, 119, 120, secondo comma e 132, secondo comma, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. Per tali disegni di legge le disposizioni di cui al comma precedente si applicano solo qualora il Senato della Repubblica abbia deliberato a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati.” ».

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 1429
EMENDAMENTI APPROVATI NELLA SEDUTA N. 171
9.1000 (testo 2)
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
«1-bis. All’articolo 71, terzo comma, della Costituzione, la parola “cinquantamila” è sostituita dalla seguente “duecentocinquantamila” ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari”.».
10.1000/20
Palermo, Buemi, Fausto Guilherme Longo, Zin
All’emendamento 10.1000, capoverso «Art. 72», al quinto comma, dopo le parole: «per quelli di delegazione legislativa,» inserire le seguenti «per quelli di conversione di decreti-legge,».
10.1000 (testo 2)
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Sostituire l’articolo con il seguente:
«Art. 10. – (Modificazioni all’articolo 72 della Costituzione) – 1. L’articolo 72 della Costituzione è sostituito dal seguente:
“Art. 72. – Ogni disegno di legge di cui all’articolo 70, primo comma, presentato ad una Camera, è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.
Ogni altro disegno di legge è presentato alla Camera dei deputati.
I regolamenti stabiliscono procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.
Possono altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, che, alla Camera dei deputati, sono composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni.
Il regolamento del Senato della Repubblica disciplina le modalità di esame dei disegni di legge trasmessi dalla Camera dei deputati ai sensi dell’articolo 70, terzo comma.
Il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare che un disegno di legge, indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo, sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla votazione finale entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso il termine, il testo proposto o accolto dal Governo, su sua richiesta, è posto in votazione, senza modifiche, articolo per articolo e con votazione finale. In tali casi, i termini di cui all’articolo 70, terzo comma, sono ridotti della metà.
La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.”».
10.0.1000/10
Pegorer, Gotor, Lo Moro, Migliavacca, Russo, Borioli, Broglia, Cucca, D’Adda, Fedeli, Filippin, Fornaro, Rita Ghedini, Guerra, Guerrieri Paleotti, Lai, Manassero, Sangalli, Sonego, Tomaselli, Zanoni
All’emendamento 10.0.1000, capoverso «Art.10-bis», al comma 1, secondo comma, sostituire le parole: «almeno due quinti dei componenti», con le seguenti: «almeno un terzo dei componenti».
10.0.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Dopo l’articolo, inserire il seguente:
«Art. 10-bis.
(Modificazioni all’articolo 73 della Costituzione)
“1. All’articolo 73 della Costituzione, il primo comma è sostituito dai seguenti:
Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall’approvazione.
Le leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale su ricorso motivato presentato da almeno due quinti dei componenti di una Camera, recante l’indicazione degli specifici profili di incostituzionalità. La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di un mese e, fino ad allora, resta sospeso il termine per la promulgazione della legge. In caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale, la legge non può essere promulgata.”.
2. All’articolo 134 della Costituzione, dopo il primo comma, è aggiunto il seguente: “La Corte costituzionale giudica altresì della legittimità costituzionale delle leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, deferite ai sensi dell’articolo 73, secondo comma.”».

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 1429
EMENDAMENTI APPROVATI NELLA SEDUTA N. 172
11.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Sostituire l’articolo con il seguente:
«Art. 11. – (Rinvio delle leggi di conversione) – 1. L’articolo 74 della Costituzione è sostituito dal seguente:
“Art. 74. – Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione, anche limitata a specifiche disposizioni.
Qualora la richiesta riguardi la legge di conversione di un decreto adottato a norma dell’articolo 77, il termine per la conversione in legge è differito di trenta giorni.
Se la legge o le specifiche disposizioni della legge sono nuovamente approvate, questa deve essere promulgata.”».
12.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Al comma 1, lettera d), capoverso, aggiungere, in fine, il seguente comma:
«Nel corso dell’esame di disegni di legge di conversione in legge dei decreti-legge non possono essere approvate disposizioni estranee all’oggetto o alle finalità del decreto.».
16.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Sostituire l’articolo con il seguente:
«Art. 16. – (Inchieste parlamentari) – 1. L’articolo 82 della Costituzione è sostituito dal seguente:
“Art. 82. – La Camera dei deputati può disporre inchieste su materie di pubblico interesse. Il Senato della Repubblica può disporre inchieste su materie di pubblico interesse concernenti le autonomie territoriali.
A tale scopo ciascuna Camera nomina fra i propri componenti una Commissione. Alla Camera la Commissione è formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La Commissione d’inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.”».
25.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Al comma 1, sostituire le parole: «il terzo comma è abrogato» con le seguenti: «il terzo comma è sostituito dal seguente: “Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, anche su richiesta delle stesse, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119, purché la Regione sia in condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio. La legge è approvata da entrambe le Camere, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.”».
Conseguentemente, all’articolo 26, comma 3, sopprimere le parole da: “Con legge dello Stato” fino a: “articoli 118 e 119.”.
26.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Sostituire l’articolo con il seguente:
«Art. 26. – (Modificazioni all’articolo 117 della Costituzione) – 1. L’articolo 117 della Costituzione è sostituito dal seguente:
“Art. 117. – La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari e assicurativi; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; norme sul procedimento amministrativo e sulla disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche tese ad assicurare l’uniformità sul territorio nazionale;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; disposizioni generali e comuni per la tutela della salute, per la sicurezza alimentare e per la tutela e sicurezza del lavoro;
n) disposizioni generali e comuni sull’istruzione; ordinamento scolastico; istruzione universitaria e programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica;
o) previdenza sociale, ivi compresa la previdenza complementare e integrativa;
p) ordinamento, legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni e Città metropolitane; disposizioni di principio sulle forme associative dei comuni;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; commercio con l’estero;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;
s) tutela dei beni culturali e paesaggistici; disposizioni generali e comuni su ambiente e ecosistema, sulle attività culturali e sul turismo; ordinamento sportivo;
t) ordinamento delle professioni e della comunicazione;
u) disposizioni generali e comuni sul governo del territorio e sul sistema nazionale e il coordinamento della protezione civile;
v) produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia;
z) infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione d’interesse nazionale e relative norme di sicurezza; porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale.
Spetta alle Regioni la potestà legislativa in materia di pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno, dotazione infrastrutturale, programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese e, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, in materia di servizi scolastici, istruzione e formazione professionale, promozione del diritto allo studio, anche universitario, di disciplina, per quanto di interesse regionale, delle attività culturali, della valorizzazione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici, di valorizzazione e organizzazione regionale del turismo, di regolazione, sulla base di apposite intese concluse in ambito regionale, delle relazioni finanziarie tra gli enti territoriali della Regione per il rispetto degli obiettivi programmatici regionali e locali di finanza pubblica, nonché in ogni materia non espressamente riservata alla competenza esclusiva dello Stato.
Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potestà regolamentare spetta allo Stato e alle Regioni secondo le rispettive competenze legislative. È fatta salva la facoltà dello Stato di delegare alle Regioni l’esercizio di tale potestà nelle materie e funzioni di competenza legislativa esclusiva. I Comuni e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite, nel rispetto della legge statale o regionale.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.”».
IDENTICI:
28.1000/13 testo 2
Sacconi, Schifani, Quagliariello, Augello, Bianconi, Chiavaroli, Mancuso, Torrisi
28.1000/12 testo 2
Bisinella, Bitonci, Arrigoni, Bellot, Candiani, Comaroli, Consiglio, Crosio, Divina, Munerato, Stefani, Stucchi, Volpi
All’emendamento 28.1000, al comma 1, capoverso «Art. 119», quarto comma, aggiungere, infine, le seguenti parole: «che promuovono condizioni di efficienza».
28.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Sostituire l’articolo con il seguente:
«Art. 28. – (Modificazioni all’articolo 119 della Costituzione) – 1. L’articolo 119 della Costituzione è sostituito dal seguente:
“Art. 119. I Comuni, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.
I Comuni, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri e dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio, in armonia con la Costituzione e secondo quanto disposto dalla legge dello Stato ai fini del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.
La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.
Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti assicurano il finanziamento integrale delle funzioni pubbliche dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Regioni, sulla base di indicatori di riferimento di costo e di fabbisogno.
Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Città metropolitane e Regioni.
I Comuni, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i princìpi generali determinati dalla legge dello Stato.
Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio.
E’ esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.”».
28.0.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Dopo l’articolo, inserire il seguente:
«Art. 28-bis.
(Modificazioni all’articolo 120 della Costituzione)
1. All’articolo 120 della Costituzione, al secondo comma, dopo le parole: “il Governo” sono inserite le seguenti: “acquisito il parere del Senato della Repubblica, che deve essere reso entro quindici giorni dalla richiesta”.».

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 1429
EMENDAMENTI APPROVATI NELLA SEDUTA N. 173
11.0.1000/54 testo 2
Finocchiaro, Calderoli, relatori
All’emendamento 11. 0.1000, apportare le seguenti modificazioni:
a) al capoverso «Art. 75», al primo comma, sostituire le parole: “un milione di”, con la seguente: “ottocentomila”;
b) al comma 2-bis, dopo la parola: «sottoscritta», inserire le seguenti: «, entro il termine di novanta giorni,» e sostituire la parola: «cinquecentomila» con la seguente: «quattrocentomila»;
c) al comma 2-ter, sostituire la parola: «complessivo», con la seguente: «effettivo» e sopprimere le seguenti parole: «e un termine di novanta giorni ai fini del giudizio di ammissibilità della Corte costituzionale»;
d) dopo il comma 2-ter, aggiungere il seguente:
«2-quater. Fino alla data di entrata in vigore della legge di cui al comma 2-ter, si applica l’articolo 75 della Costituzione nel testo vigente fino alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, con le modalità di attuazione già stabilite dalla legge.».
11.0.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Dopo l’articolo inserire il seguente:
«Art. 11-bis.
(Modifica dell’articolo 75 della Costituzione)
1. L’articolo 75 della Costituzione è sostituito dal seguente:
“Art. 75. – È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione di una legge o di un atto avente valore di legge, oppure di articoli o parti di essi con autonomo valore normativo, quando lo richiedono un milione di elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti gli elettori.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli elettori che hanno partecipato all’ultima elezione della Camera dei deputati; e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum”.».
Conseguentemente, all’articolo 34; aggiungere i seguenti commi:
«2-bis. La Corte costituzionale giudica dell’ammissibilità del referendum abrogativo di cui all’articolo 75 della Costituzione, come modificato dalla presente legge costituzionale, quando la richiesta è stata sottoscritta da almeno cinquecentomila elettori.
2-ter. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, la legge determina le modalità di attuazione dell’articolo 75 della Costituzione, come modificato dalla medesima legge costituzionale, prevedendo un termine complessivo non inferiore a centottanta giorni per la raccolta delle sottoscrizioni sulla richiesta di referendum e un termine di novanta giorni ai fini del giudizio di ammissibilità della Corte costituzionale».

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 1429
EMENDAMENTI APPROVATI NELLA SEDUTA N. 174
17.23 (testo 2)
Gotor, Lo Moro, Migliavacca, Russo, Borioli, Broglia, Cucca, D’Adda, Di Giorgi, Stefano Esposito, Fedeli, Filippin, Fornaro, Rita Ghedini, Guerra, Guerrieri Paleotti, Lai, Manassero, Pegorer, Sangalli, Sonego, Spilabotte, Tomaselli, Zanoni, Zavoli
Sostituire l’articolo con il seguente:
«Art. 17. – (Modificazioni all’articolo 83 della Costituzione in materia di quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica). – 1. All’articolo 83 della Costituzione, il secondo comma è soppresso e, al terzo comma, il secondo periodo è sostituito dal seguente: “Dopo il quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell’assemblea. Dopo l’ottavo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta “».
18.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Al comma 1, dopo la lettera a), inserire la seguente:
«a-bis) al secondo comma, dopo il primo periodo, è aggiunto il seguente: “Quando il Presidente della Camera esercita le funzioni del Presidente della Repubblica nel caso in cui questi non possa adempierle, il Presidente del Senato convoca e presiede il Parlamento in seduta comune.”».
Conseguentemente, all’articolo 19, dopo la lettera a), aggiungere la seguente:
«a-bis) al secondo comma, dopo le parole: “In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica”, le parole: “il Presidente della Camera dei deputati indice” sono sostituite dalle seguenti: “il Presidente del Senato indice”».

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 1429
EMENDAMENTI APPROVATI NELLA SEDUTA N. 176
2.1000 testo 2/31 testo 2
Zeller, Palermo, Berger, Fravezzi, Laniece, Panizza
All’emendamento 2.1000 (testo 2), alla lettera b), dopo il numero 2), inserire il seguente:
«2-bis) al comma 5, aggiungere, in fine, le seguenti parole: “o provinciale”.».
2.1000 testo 2/111 testo 2
Palermo, Zeller, Fravezzi, Laniece, Panizza
All’emendamento 2.1000 (testo 2), alla lettera a), comma 01, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Fermo restando quanto stabilito dal comma 01-bis, per la Provincia autonoma di Bolzano/Autonome Provinz Bozen-Südtirol, in sede di prima applicazione, sono senatori il sindaco del Comune capoluogo di provincia e un consigliere provinciale eletto dal consiglio.».
2.1000 testo 2/113
Zeller, Palermo, Berger, Fravezzi, Laniece, Panizza
All’emendamento 2.1000 (testo 2), alla lettera a), sostituire il comma 01-bis con il seguente:
«01-bis. I senatori della Provincia autonoma di Bolzano, Autonome Provinz Bozen-Südtirol sono eletti tenendo conto dei gruppi linguistici di maggiore consistenza in base all’ultimo censimento».
2.1000 testo 2/136 testo 2
Paolo Romani, Bruno, Bernini, Fazzone, Zanettin
All’emendamento 2.1000 (testo 2), dopo la lettera b), aggiungere la seguente:
«b-bis) all’articolo 35, al comma 1, sostituire il secondo periodo con il seguente:
“Le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dalla legislatura successiva allo scioglimento di ambedue le Camere, salvo quelle previste dagli articoli 23, 29 e 34.”».
2.1000 (testo 3 corretto)
Finocchiaro, relatrice
Sostituire l’articolo con il seguente:
«Art. 2. – (Composizione ed elezione del Senato della Repubblica) – 1. L’articolo 57 della Costituzione è sostituito dal seguente:
“Art. 57. – Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.
I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori fra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, fra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a due; ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni si effettua, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, in proporzione alla loro popolazione, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nei quali sono stati eletti.
Con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i consiglieri regionali e i sindaci, nonché quelle per la loro sostituzione, in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o locale. I seggi sono attribuiti in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio.”».
Conseguentemente all’articolo 33, apportare le seguenti modificazioni:
a) premettere i seguenti commi:
«01. In sede di prima applicazione e sino alla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dalla presente legge costituzionale, per l’elezione del Senato della Repubblica, nei Consigli regionali e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, ogni consigliere può votare per una sola lista di candidati, formata da Consiglieri e da sindaci dei rispettivi territori. Al fine dell’assegnazione dei seggi a ciascuna lista di candidati si divide il numero dei voti espressi per il numero dei seggi attribuiti e si ottiene il quoziente elettorale. Si divide poi per tale quoziente il numero dei voti espressi in favore di ciascuna lista di candidati. I seggi sono assegnati a ciascuna lista di candidati in numero pari ai quozienti interi ottenuti, secondo l’ordine di presentazione nella lista dei candidati medesimi e i seggi residui alle liste che hanno conseguito i maggiori resti; a parità di resti, il seggio è assegnato alla lista che non ha ottenuto seggi o, in mancanza, a quella che ha ottenuto il numero minore di seggi. Per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, può essere esercitata l’opzione per l’elezione del sindaco o, in alternativa, di un consigliere, nell’ambito dei seggi spettanti. In caso di cessazione di un senatore dalla carica di consigliere o di sindaco, è proclamato eletto rispettivamente il consigliere o sindaco primo tra i non eletti della stessa lista.
01-bis. I senatori della Provincia autonoma di Bolzano sono eletti in modo che sia assicurata la rappresentanza dei gruppi linguistici di maggiore consistenza in base all’ultimo censimento.
01-ter. Quando, in base all’ultimo censimento generale della popolazione, il numero di senatori spettanti a una Regione, ai sensi dell’articolo 57 della Costituzione, come modificato dalla presente legge costituzionale, è diverso da quello risultante in base al censimento precedente, il Consiglio regionale elegge i senatori nel numero corrispondente all’ultimo censimento, anche in deroga al primo comma del medesimo articolo 57 della Costituzione. Si applicano in ogni caso le disposizioni di cui ai commi precedenti.».
b) al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Qualora alla data di svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati di cui al periodo precedente si svolgono anche elezioni di Consigli regionali o dei Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano, i medesimi consigli sono convocati in collegio elettorale entro tre giorni dal loro insediamento.»
c) sopprimere i commi 2, 3 e 4;
d) al comma 6, sopprimere le parole da: «e le elezioni dei senatori» fino alla fine del comma;
e) sopprimere i commi 7 e 8.
33.185 (testo 2)
Zeller, Laniece, Berger, Palermo, Fravezzi, Panizza
Sostituire il comma 13 con il seguente:
«13. Le disposizioni di cui al Capo IV della presente legge costituzionale non si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano fino all’adeguamento dei rispettivi statuti sulla base di intese con le medesime Regioni e Province autonome.».
34.1000
Finocchiaro, Calderoli, relatori
Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «per la riallocazione delle risorse umane e strumentali», inserire le seguenti: «presso la Corte dei conti».
34. 26 (testo 2)
Sposetti, Fedeli, Uras, Zeller, Naccarato, Volpi, Luigi Marino, Mario Mauro, Liuzzi, D’Alì
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-bis. Tenuto conto di quanto disposto dalla presente legge costituzionale, entro la legislatura in corso alla data della sua entrata in vigore, la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica provvedono, secondo criteri di efficienza e razionalizzazione, all’integrazione funzionale delle amministrazioni parlamentari, mediante servizi comuni, impiego coordinato di risorse umane e strumentali e ogni altra forma di collaborazione. A tal fine è istituito il ruolo unico dei dipendenti del Parlamento, formato dal personale di ruolo delle due Camere, che adottano uno statuto unico del personale dipendente, nel quale sono raccolte e coordinate le disposizioni già vigenti nei rispettivi
ordinamenti e stabilite le procedure per le modificazioni successive da approvare in conformità ai principi di autonomia, imparzialità e accesso esclusivo e diretto con apposito concorso. Le Camere definiscono altresì di comune accordo le norme che regolano i contratti di lavoro alle dipendenze delle formazioni organizzate dei membri del Parlamento, previste dai regolamenti. Restano validi a ogni effetto i rapporti giuridici, attivi e passivi, instaurati anche con i terzi.».
34.2000 (testo 2)
Finocchiaro, relatrice
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-bis. Fatti salvi i profili ordinamentali generali relativi agli enti di area vasta definiti con legge dello Stato, le ulteriori disposizioni in materia sono adottate con legge regionale.».

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