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Seduta del 21 febbraio
(Esame degli ordini del giorno – A.C. 1173-A)

PRESIDENTE. Passiamo all’esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l’allegato A).

Se nessuno chiede di intervenire per illustrare gli ordini del giorno, invito il rappresentate del Governo ad esprimere il parere.

RICCARDO FRACCARO, Ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta.

Sull’ordine del giorno n. 9/1173-A/1 Ceccanti, Magi, Fornaro, parere favorevole a condizione che sia riformulato nei seguenti termini: “La Camera, premesso che, prendendo atto che l’esame del provvedimento in oggetto ha rivelato profonde differenze di principio sulle modalità per realizzare questo nuovo strumento di democrazia diretta, che tali differenze si estendono anche alla legge di attuazione prevista nel testo per la quale è richiesto il consenso della maggioranza assoluta dei componenti, quorum comunque disponibile alla sola maggioranza pro tempore, su cui sono stati inseriti rilevanti limiti di principio, tra cui quello sul numero massimo di proposte sottoponibili a referendum propositivo; auspicando una riflessione nel proseguo dell’iter del provvedimento impegna il Governo, per quanto di sua competenza, nell’esame delle norme della legge di attuazione, a non opporsi alle proposte che tendano a interpretare in modo rigoroso i limiti posti alla legge di attuazione, in particolar modo tale da condurre a un numero contenuto di consultazioni nell’arco di un medesimo anno solare”….

PRESIDENTE. Deputato Ceccanti, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/1173-A/1?

STEFANO CECCANTI (PD). Presidente, accetto la riformulazione, però chiedo di votarlo perché – mi spiego e ne abbiamo discusso ieri – siccome gli ordini del giorno possono solo impegnare il Governo ma, in realtà, è una forma di impegno reciproco tra le forze politiche sulla legge di attuazione ed è un impegno a rendere più espliciti, attraverso la legge di attuazione, i vincoli che non si sono potuti inserire qui perché la maggioranza ci ha obiettato, secondo noi a torto, di prendere atto di non essere contraria in termini di principio ma solo perché si entrava nei dettagli; allora io penso che una votazione, che dia il senso dell’impegno delle forze parlamentari in questa prospettiva, sia molto utile. Quindi, accetto la riformulazione e chiedo, però, che l’ordine del giorno sia posto in votazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fornaro. Ne ha facoltà.

FEDERICO FORNARO (LEU). Grazie, signor Presidente. Concordo anch’io sull’accettazione della riformulazione come richiesta dal Governo e devo dire che, grazie alla creatività del collega Ceccanti, siamo riusciti a riportare l’ordine del giorno a una funzione utile, sapendo che c’è il limite, per la scelta del Governo giustamente, di lasciare libera l’Aula sulle questioni costituzionali e, ovviamente, c’era il tema di come impegnare il Governo (il Governo è impegnato in negativo).

È ovvio però – e mi rivolgo a tutti i colleghi – che più che il Governo qui è un impegno che si prendono, in particolare, i colleghi della maggioranza perché avviene attraverso il voto dell’Aula. Quindi l’impegno, io credo, che si prendono oggi i colleghi di maggioranza è di lavorare insieme nell’iter e nell’approvazione della legge di attuazione, avendo chiaro che noi abbiamo e dobbiamo avere tutti, nell’interesse del Parlamento e anche di questo strumento, l’obiettivo comune di avere un numero ragionevole di proposte di iniziativa popolare e un numero ragionevole eventualmente di referendum e, quindi, avendo chiaro qual è il rischio dell’intasamento e qual è il rischio di far saltare il sistema se questo numero non è ragionevole.

Quindi, in questo quadro io credo che noi non possiamo che accogliere positivamente se i colleghi di maggioranza voteranno questo ordine del giorno. Tuttavia, mi sia consentito dirlo, siamo su una legge costituzionale e, dunque, questo ordine del giorno credo che valga un po’ di più rispetto ad altri che solitamente vengono presentati, peraltro – lo dico con una battuta – ricordando che un ordine del giorno non si nega quasi mai a nessuno, ma non è con questo spirito che l’abbiamo presentato. Credo, quindi, spero, auspico un segnale e un intervento anche da parte dei capigruppo della maggioranza in questo senso, che riconfermino questa volontà da parte loro di avere un comune obiettivo che sta dentro ai limiti definiti da questo ordine del giorno. Da questo punto di vista, quindi, ringrazio il Governo, però, proprio per questo motivo, sono anch’io a richiedere che questo ordine del giorno sia votato, proprio per rafforzare il senso e il significato della sua portata….

FABIANA DADONE, Relatrice per la maggioranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABIANA DADONE, Relatrice per la maggioranza. Grazie, Presidente. Trovo corretto che vengano posti in votazione questi ordini del giorno se verranno accettate le riformulazioni. Da parte nostra ci sarà un parere indubbiamente favorevole. Io ci tengo a specificare, anche in questa fase, che gli emendamenti su questi argomenti sono stati bocciati da parte della maggioranza perché si riteneva opportuno non inserire norme di dettaglio in Costituzione, ma se si chiede un impegno all’Aula, quindi ad ognuno di noi, in legge attuativa nell’affrontare queste tematiche, dal mio punto di vista non ci sono assolutamente problemi. Pertanto esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno n. 9/1173-A/1 Ceccanti, nel testo riformulato, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 47).

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