Unione europea e tipi di Stato
Segnalo anzitutto i passaggi chiave del cap. 12 del Manuale.
Usando le categorie già conosciute di confederazione (Stati che restano del tutto indipendenti) e federazione (dove emerge un potere centrale comune rilevante) il Manuale ci ricorda che la Ue è in una condizione ibrida (p. 331).
Si fa poi un percorso storico fino al cosiddetto Trattato costituzionale (formula che rispetta tale ambiguità) vigente. Quello di Lisbona risalente al 2009, a cui è allegata anche una carta dei diritti fondamentali che era stata firmata a Nizza (p. 333). C’è stata un’accelerazione, pur limitata, del ruolo della Ue durante la pandemia col programma Next Generation Ue (p. 334).
Qui trovate la Carta dei diritti
https://www.europarl.europa.eu/charter/pdf/text_it.pdf
La natura ibrida è confermata dall’assetto degli organi:
-l’anima federale è rappresentata:
dal Parlamento (pp. 336/337) (che ha la funzione legislativa insieme al Consiglio dei ministri dell’Ue); dalla Commissione che ha un certo rapporto fiduciario con esso a cominciare dall’elezione a scrutinio segreto del Presidente della Commissione e dal voto di conferma ai commissari (pur se i suoi componenti vengono designati dai Governi e il candidato Presidente dal Consiglio europeo) e che gode di un certo grado di autonomia nell’eseguire le decisioni di Parlamento e Consiglio;
dalla Corte di giustizia le cui decisioni nelle materie devolute all’Unione prevalgono su quelle degli Stati (p. 345);
dalla Banca centrale europea che ha in particolare il compito di determinare i tassi di interesse (p. 348);
l’anima confederale è rappresentata:
dal Consiglio europeo formato dai capi di governo e che esercita funzioni rilevanti di impulso, oltre a designare il candidato alla guida della Commissione (p. 335);
dal Consiglio dei ministri che opera in formazioni diverse tra cui importantissima è quella Ecofin dei ministri dell’Economia (p. 339) che poi si restringe nell’Eurogruppo dove siedono soltanto quelli della zona Euro, e che decide di solito a maggioranza qualificata di Stati (55 per cento) e di popolazione (65 per cento), anche se su alcuni ambiti, come politica estera e fiscalità è rimasta l’unanimità, il principio confederale per eccellenza.
Il sistema delle fonti normative più rilevanti che ha al vertice il Trattato Ue e il Trattato sul Funzionamento dell’Ue (p. 351) presenta poi norme autoapplicative contenute nei cosiddetti regolamenti (che in realtà, nonostante il nome, sono fonti primarie) e norme che richiedono un recepimento con alcuni margini di adattamento contenute nelle cosiddette direttive (p. 351) che però in alcuni casi possono diventare autoapplicative se non vengono recepite entro un certo termine (p. 352).
Qui trovate Tue e Tfue:
Il sistema delle competenze ne prevede di esclusive, concorrenti (gli Stati intervengono negli spazi lasciati liberi dalla Ue) e di sostegno, ma è comunque molto dinamico e mobile perché ispirato a principi di sussidiarietà e di proporzionalità (pp. 358/359)
Per l’UE si vota quindi due volte. Quando si contribuisce con il proprio voto a formare i governi nazionali e in occasione dell’elezione del PE.
Quest’ultima al momento ha portato a questa configurazione dei gruppi a inizio legislatura sul continuum destra-sinistra:
Sulla sinistra troviamo
The Left: 46 eletti (per l’Italia M5s e Si)
Socialisti e Democratici: 136 (per l’Italia Pd)
Verdi: 53 (Italia Verdi)
Renew Europe 77, ossia Liberali (no eletti italiani, Iv, Azione e Più Europa hanno mancato il quorum)
Ppe 188 (per l’Italia Forza Italia)
Ecr 78 (per l’Italia Fdi)
Patrioti 84 (per l’Italia Lega)
Esn 25 (nessun italiano).
Infine c’è una quota di non iscritti a nessun gruppo.
Europe elects, sulla base dei sondaggi, ci dice cosa accadrebbe se si fosse votato a fine febbraio
I due partiti maggiori perderebbero un po’ di seggi, il Ppe scendendo da 188 a 173, ossia di 15, e Soc e Dem da 136 a 127, ossia di 9, ma anche i Verdi da 53 a 40, ossia meno 13 e i centristi di Re da 77 a 69, ossia meno 8; le crescite maggiori sarebbero per i Patrioti da 84 a 100, ossia più 16, Esn da 25 a 40, ossia più 16, The Left da 46 a a 57, ossia più 11.
La Presidente della Commissione è stata eletta per la convergenza di popolari, socialisti, liberali, parte dei Verdi e di Ecr.
Però, al di là del fatto che la disciplina nei gruppi è un po’ più debole rispetto a quella dei Parlamenti nazionali, la maggioranza non è unica e fissa sulle diverse policies, si disarticola e si riarticola diversamente.
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