In seguito all’ampio e convergente dibattito svoltosi nella Presidenza di “Liberta’ Eguale” del 2 aprile, il gruppo di lavoro costituito dal presidente del comitato scientifico Carlo Fusaro, da Stefano Ceccanti, Luciano Fasano ed Erminio Quartiani ha prodotto questa presa di posizione:
- In linea di principio un’ennesima legge elettorale (la sesta in 35 anni a fronte di nove elezioni politiche) è un’anomalia: la quale, oltretutto, non accompagnandosi con una revisione della forma di governo e del bicameralismo non è suscettibile di risolvere stabilmente il doppio problema della rappresentanza e della governabilità.
- Tuttavia, stante la virtuale impossibilità di intervenire, come sarebbe necessario, a livello costituzionale, e preso atto della dichiarata indisponibilità delle maggiori forze politiche a considerare grandi coalizioni o soluzioni analoghe, modificare la legislazione vigente è ragionevole: la legge vigente è stata utilizzata solo due volte ma con esiti diametralmente opposti e per l’attuale consistenza degli schieramenti in campo rischia alle prossime elezioni di produrre esiti incerti. Si tratta perciò di assicurare, sin dal 2027, elezioni tendenzialmente decisive e un miglior rapporto di rappresentanza cittadini-eletti.
- Qualsiasi proposta deve perseguire obiettivi condivisibili in maniera credibile, efficace e al tempo stesso rispettosi della giurisprudenza costituzionale.
- Il progetto all’esame della Camera non fa né l’una né l’altra cosa. Da un lato non garantisce elezioni decisive, dall’altro col premio fisso può portare ad avvicinare o addirittura raggiungere i 3/5 dei seggi che permettono l’elezione di cariche di garanzia o sfiorare i due terzi che consentono la revisione costituzionale senza referendum; inoltre, ricorrendo a collegi plurinominali, sembra ignorare la necessità prioritaria di rilanciare il rapporto fra candidati, eletti ed elettori, per favorire una maggiore qualità e legittimazione della rappresentanza parlamentare.
- “Libertà Eguale” propone pertanto le seguenti modificazioni al progetto presentato dalla maggioranza:
- Premio di governabilità fino a 220 deputati e a 110 senatori pari al 55% dei seggi, da assegnare solo nel caso in cui una lista o coalizione non superi quella soglia con consensi propri.
- Previsione del ballottaggio fra le prime due liste o coalizioni di liste nel caso in cui nessuna raggiunga il 50% + 1 dei voti validamente espressi.
- Candidature presentate in collegi uninominali che avvicinino i candidati (e quindi gli eletti) ai loro elettori (e quindi alle comunità e ai territori di cui diventano espressione), anche nel caso di riparto prevalentemente proporzionale dei seggi, al fine di assicurare maggiore qualità e legittimazione ai rappresentanti eletti.
- Esclusione di collegi plurinominali, liste bloccate e preferenze.
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