Lezione n. 4
02.03.26
Premesse allo studio del Manuale Amato-Clementi partendo dai testi costituzionali
Per capire il Manuale rispetto alle forme di Stato cessate alternative alla democrazia pluralista (socialista, modello Urss e democrazie popolari; autoritaria a partire dal fascismo italiano) si suggerisce
per la forma socialista di leggere anzitutto questa illustrazione di Stalin alla Costituzione del 1936, in particolare pagg. 34-25 sulla base di classe e il rigetto del pluralismo politico
e qui la breve ma efficace confutazione che ne fa Duverger
qui il testo della Costituzione
http://www.dircost.unito.it/cs/pdf/19361205_urssCostituzione_ita.pdf
rilevanti sono soprattutto gli articoli 1, 4 , 125, 126, 141 e 142
Per la forma autoritaria qui il testo costituzionale portoghese 1933 vigente al 1945 (che ha il vantaggio di essere un testo organico a differenza delle varie leggi italiane di erosione dello Statuto e delle varie spagnole e peraltro manca anche un vero testo della Germania nazista)
Da segnalare in particolare i limiti alle libertà nell’art. 20.2, 22, 23, 89.2
qui il commento di Amedeo Giannini sul testo 1933 che sottolinea le somiglianze col fascismo, in particolare alle pp. 44/45
e qui il commento di Manlio Fancelli sul testo 1933 vigente al 1945, che segnala il tentativo di presentarsi come una via di mezzo tra democrazie e regimi autoritari
Diamo un’occhiata anche a qualche testo spagnolo del dopoguerra con cui il Regime tenta un lifting democratico. Questa è la Carta dei diritti del 1945: attenti però al confessionalismo (art. 6) e ai limiti (12 e 33): subito dopo c’è il precedente Fuero del Lavoro del 1938, che è invece di chiara ispirazione fascista anche con l’uso del termine “totalitaria”.
http://www.dircost.unito.it/cs/docs/spagna1945.htm
Qui la confutazione dello Stato autoritario in due spiegazioni di Peces Barba a pagg. 55/56 spiega che il limitato riconoscimento dei diritti era poi svuotato dal codice penale e alle pagg. 124-125 come lo Stato autoritario arrivi a negare il pluralismo delle identità regionali con l’ossessione dell’uniformità della nazione (un’ode alla Spagna scritta in catalano dal poeta Maragall proprio per affermare la conciliazione di unità e pluralismo secondo la censura avrebbe dovuto essere tradotta comunque in castigliano)
Per ciò che concerne la forma di Stato liberale cerchiamo di capirla per oggi a partire dallo Statuto Albertino per differenza rispetto alla nostra Costituzione:
http://www.dircost.unito.it/cs/docs/albertino1848.htm
manca un’apertura sovranazionale, una procedura particolare di revisione e un organo di giustizia costituzionale.
L’uguaglianza è solo formale (art. 24), c’è grande insistenza sulla proprietà in assenza di limiti (p. 29), non ci sono diritti economico-sociali, non si precisano i diritti di elettorato attivo e passivo.
Nella prossima lezione la vedremo attraverso i testi costituzionali francesi
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