Lezione n. 8 10.03.26

Lezione n. 8 10.03.26

Il lungo viaggio verso la parità di genere (grazie ad Anna Chimenti e Maria Natale)

Muovendo da quel famoso 2 giugno del 1946 di cui quest’ anno ricorre l’ 80simo anniversario, in cui le donne italiane per la prima volta furono ammesse alle urne, e si trovarono a votare sia per il referendum monarchia-repubblica che per eleggere i 556 membri della Assemblea Costituente, Anna Chimenti e Maria Natale fanno un breve excursus su questo lungo periodo di conquiste, piccoli e grandi traguardi verso l’eguaglianza di genere.

Il libro “La Costituzione e Donna“ descrive la tenacia ed il coraggio delle prime donne elette a Montecitorio, quelle 21 deputate dell’Assemblea Costituente (9 Democristiane, 9 Comuniste, 2 Socialiste, una dell’ Uomo Qualunque),

Erano solo il 4 per cento dei 556 membri dell’Assemblea, ma riprendendo una famosa frase di Churchill si può dire che : “mai così poche fecero così tanto per così tanti”.

Pensiamo ad esempio all’ art .3 della Costituzione: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali senza distinzione di sesso;

oppure l’ art.29, l’eguaglianza tra i coniugi; o all’articolo 30 sul riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio: sono solo alcuni esempi dell’impegno delle madri costituenti nel lavoro di scrittura della Carta.

O ancora l’insistenza con cui si batterono per inserire quel verbo, “ripudiare“ all’ articolo 11 l’ Italia che spiega l’atteggiamento dell’Italia nei confronti della guerra.

A queste 21 donne, quasi tutte laureate, molte di loro insegnanti, giornaliste, sindacaliste, tutte giovani, alcune giovanissime fresche di studi universitari (Teresa Mattei aveva 24 anni, Nilde Iotti 26 ) ancora oggi dobbiamo così tanto in tema di diritti inviolabili, di eguaglianza tra uomo e donna, riconoscimento dei figli naturali e parità di trattamento economico nel mondo del lavoro, materia, quest’ultima su cui ancora c’è tanta strada da fare pur dopo così tanto tempo dall’ingresso nella Repubblica.

C’è da chiedersi, e se lo chiedono le due autrici, se la sfida lanciata dalle 21 Madri Costituenti sia stata poi raccolta fino in fondo dai legislatori, dai governi italiani che si sono succeduti negli anni, dagli ordini professionali, dai vari interlocutori del mondo del lavoro. Oppure se esistano, ancora oggi, nel nostro Paese, delle resistenze, delle zone d’ombra in quest’ambito e quali possano ancora esserne le ragioni. Insomma perché l’equità di genere sia rimasto in gran parte un ideale teorico a cui spesso si fa riferimento per dare un segnale di modernità, ma lontano dall’essere realizzato fino in fondo.

Anna Chimenti e Maria Natale hanno cercato di rispondere a queste domande esplorando, studiando e analizzando il tema da diversi punti di vista: famiglia, magistratura. diplomazia, università, sanità e mondo del lavoro. Il risultato in qualche caso è confortante, in qualche altro meno o molto meno, anche se il giudizio finale tocca, a ciascuno di noi.


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