I 50 anni della Costituzione portoghese: revisioni, successi, problemi
Traccia del prof. Romano Orrù
La CRP: il testo sullo sfondo del contesto (il passato coloniale, i vizi della I e della II Repubblica, la guerra coloniale, la rivoluzione dei garofani).
La nascita della III Repubblica e la fase costituente.
Il periodo transitorio e la “tutela militare”.
La specificità (procedimentale e contenutistica) della I Revisione del 1982.
La ‘frenesia constitucional’: il rapido succedersi di altre sei revisioni in poco più di 5 lustri (1989-2005).
Revisioni costituzionali e trasfigurazione della ‘‘Constituição Dirigente’’.
Il profilo statico-organizzativo: gli organi di sovranità politicamente attivi.
Il profilo dinamico-funzionale: il sistema politico-partitico (nella cornice della costituzionalizzazione della formula elettorale di tipo proporzionale) e la forma di governo (il ruolo-chiave del presidente della Repubblica).
Le incertezze classificatorie del modellino semipresidenziale portoghese: attivismo del Presidente della Repubblica ma esecutivo non diarchico (declinazione portoghese sui generis, che può dirsi ‘a contorno residuale’).
Coabitazione ed esperienza di governi minoritari, specie nel nuovo assetto politico sostanzialmente tripolare.
Le recentissime elezioni presidenziali e la stabilità governativa.
Il ruolo di grande rilievo per la tenuta del sistema democratico-pluralistico svolto custode giurisdizionale della Costituzione: il Tribunal Constitucional e un sistema di giustizia costituzionale a fortissima ibridazione.
I “successi” della CRP (persistenza del quadro costituzionale, stabilizzazione dello Stato di diritto costituzionale, adattamento al processo di integrazione europea, sviluppo di un coerente insieme di convenzioni, modello per altri testi costituzionali) e i ‘‘problemi aperti’’ (tra cui spiccano le difficoltà del Welfare in tensione con i vincoli europei, il decentramento regionale continentale, l’ascesa di forze populiste antisistema e la governabilità, le difficoltà ad attivare il processo di revisione costituzionale su temi emergenti e/o sensibili; il deficit nella protezione dei diritti fondamentali per mancanza del ricorso diretto di costituzionalità).
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