Audizione su Roma Capitale
Prof. Stefano Ceccanti
Giovedì 30 ottobre ore 14.30 Prima Commissione Camera
La criticità di fondo del testo base del Governo 2564 continua ad essere quello segnalato nella mia precedente audizione del 19 febbraio scorso in relazione alle proposte Barelli 514, Morassut 1214 e Giachetti 2001.
Si costruisce opportunamente un potere legislativo di Roma Capitale affidato agli eletti in quell’area, ma contemporaneamente resta in piedi una Regione Lazio che ricomprende anche Roma per cui sulla legislazione in quelle stesse materie al di fuori del territorio di Roma decidono anche gli eletti a Roma.
Per fare un esempio sulla legislazione relativa al trasporto pubblico di Roma decidono solo gli eletti a Roma; sulla legislazione del trasporto pubblico al di fuori di Roma decidono anche gli eletti di Roma.
E’ una forma di asimmetria irragionevole.
Se si parte dall’esigenza di costruire una specifica potestà legislativa a Roma capitale è necessario che su quelle stesse materie relative al resto del Lazio decidano solo gli eletti nel resto del Lazio.
Rilancio pertanto la diversa ipotesi di una regione confederale, composta da due entità chiaramente distinte, Roma Capitale e il resto del Lazio.
Sulle competenze che resterebbe comuni le due Assemblee legislative si ricompongono e deliberano insieme; le altre devono essere nettamente separate e ciascuno deve poter decidere solo sulle sue. Il modello più semplice potrebbe riservare all’Assemblea comune solo la sanità, separando il resto. Si può anche decidere una ripartizione più complessa come quella del testo purché nessuno decida su materie che non ricadono su di lui.
Si tratta quindi riprendere il modello della Regione Trentino Alto Adige composta dalle due Province di Trento e Bolzano, mentre i problemi non sembrano risolubili se si usa solo uno schema che comprende due sole assemblee legislative, quella di Roma Capitale e quella dell’insieme della Regione Lazio.
Lascia un commento